Location

La Costa degli Dei conta circa 40 Km di litorale stupendo, unico in Italia; partendo da nord le principali città che vi si affacciano sono:Pizzo, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Santa Domenica, Capo Vaticano, Ricadi, piedigrottaNicotera.Pizzo, è arroccata su un’altura a picco sul mare; il Castello, imponente e ben conservato, è una tappa obbligata per chi visita la costa. Fu costruito da Ferdinando I d’Aragona nel tardo quattrocento; qui venne fucilato nel 1815 Gioacchino Murat (all’epoca Re di Napoli, cognato di Napoleone Bonaparte) in seguito al tentativo di riconquista del Regno di Napoli. Da visitare anche la caratteristica Chiesetta di Piedigrotta costruita dentro una grotta naturale con decine di statue in tufo. Infine, da assaggiare il gustoso “tartufo” di Pizzo, caratteristico gelato della cittadina napitina, in una delle tante gelaterie del centro.
In questa splendida costa è incastonata una perla preziosa famosa in tutto il mondo, luogo di antichissime tropea holidayleggende e di storia millenaria, Tropea, che maestosa ed austera, troneggia su una vasta rupe di rocce e si rispecchia su un mare cristallino. In questa affascinante cittadina, oltre alle bellezze naturalistiche si può ammirare la parte antica della città costituita da un labirinto di stradine strette che si aprono in piazzette stupende che improvvisamente si affacciano sul mare sottostante o su verdeggianti terrazzi. Di fronte sorge il famoso isolotto sul quale si erge la Chiesa di S.Maria dell’Isola, dal quale si gode un magnifico paesaggio. Le spiagge sottostanti la rupe di Tropea, sono bianchissime e contrastano in modo magico con un mare limpidissimo e cristallino dai colori che vanno dal turchese all’azzurro intenso. La Costa degli Dei non è comunque solo un paradiso di bellezze naturali, vi è la possibilità di scoprire i sapori tipici attraverso sagre ed eventi locali. Alla recepton potrete trovare tutte le inforamzioni relative alle varie escursioni organizzate longo la Costa degli Dei.

tropea holidayPrima ancora di essere un luogo, la Calabria è uno spazio mentale. Estremità del continente, la regione è stata spesso raccontata come il luogo del limite: dei suoi abitanti si dice che sono aspri e chiusi, come la natura intricata dei suoi boschi, oppure che sono molto ospitali, accoglienti come può risultare accogliente una spiaggia di Tropea in una giornata di sole. Chi arriva si accorgerà che esistono tante Calabrie: una è quella dei 780 Km di costa, che offre, alla vista di chi la guarda dal mare, rupi che precipitano nell’acqua e frastagliate scogliere calcaree dal lato tirrenico, declivi collinari più dolci e ampie spiaggie sabbiose dal lato dello Jonio. Esiste una Calabria delle montagne: a nord le rocce, i canyon del Pollino e della catena dell’Orsomarso, poi i profili più dolci della Catena Costiera che corre lungo la parte settentrionale del Tirreno. Inoltre, all’interno, il bosco intenso dell’altopiano silano, quindi le Serre che offrono panorami vari, ed infine gli impervi dirupi dell’Aspromonte.
Terra di conquista, è stata attraversata da mille popoli ed ognuno ha lasciato tracce importanti. Comprendere le tante Calabrie significa tenere conto non solo dei Bruzi e dei Greci, ma delle dominazioni romana, normanna, aragonese, spagnola, austriaca, francese. Terra d’approdo e di transito, di emigrati che spesso riportavano nelle loro case esperienze fatte in mondi lontani, terra dei mille dialetti, la Calabria è un crogiuolo di tradizioni diverse, una regione plurale.
Ma contemporaneamente la Calabria da sempre viene vista come spazio univoco, chiuso in se stesso. Nell’immaginario popolare la “calabresità” è una sola ed ha contorni definiti, e questo comporta per chi arriva lo sforzo di superare i luoghi comuni, di arrivare con la mente libera, di trovare i giusti toni per addentrarsi nei diversi scenari naturali, di prepararsi a guardare bene, perché da queste parti, certe volte, il solo guardare il paesaggio, giustifica l’essere giunti.

I Dintorni
Pizzo Calabro

tropea holidayParlando di Pizzo Calabro tornano subito in mente i famosi gelati artigianali, più precisamente il “tartufo” ed Il castello, ma Pizzo Calabro è soprattutto uno dei borghi più pittoreschi della costa vibonese, arroccato sul pendio di un suggestivo promontorio , domina sul golfo di Sant'Eufemia. Sorta, secondo la tradizione, sulle rovine di Napitia, colonia fondata da alcuni Focesi, la cittadina accolse anche Cicerone e S. Pietro, che qui fece tappa durante il suo viaggio per Roma. Distrutta nel corso del IV secolo d.C. da un attacco dei Saraceni, sarebbe stata ricostruita dai superstiti agli inizi del X secolo. Fin qui la tradizione. Nel 1363 alcuni monaci basiliani costruirono nella zona un monastero, mentre raccoglitori di corallo, provenienti da Amalfi, vi edificarono la chiesa delle Grazie, poi divenuta chiesa del Carmelo. Fortificato da torri e munito di mura, il borgo rapidamente si sviluppò, divenendo ben presto un florido centro peschereccio e commerciale. Nel 1486 Ferdinando I d'Aragona vi fece erigere il castello, nel quale, nel 1815, venne imprigionato e poi giustiziato il re di Napoli, Gioacchino Murat, in seguito sepolto nella chiesa di San Giorgio Martire. Oggi famosa stazione turistica, nota per le splendide coste e per la mitezza del clima, Pizzo conserva numerose tropea holidaytestimonianze del suo passato: il castello Murat, dichiarato monumento nazionale, interessanti residenze signorili, e diverse antiche chiese, tra cui quella di Piedigrotta, scavata nel tufo, e quella di S. Giorgio Martire. La cittadina, florido centro marinaro in cui si e' sviluppata una fiorente industria per la conservazione del tonno, è rinomata per la produzione della pregiata uva "zibibbo" e per gli squisiti gelati, preparati artigianalmente.

Tropea

tropea holidayTropea sorge tra il golfo di Sant'Eufemia e quello di Gioia Tauro, uno dei centri piu' pittoreschi e artisticamente interessanti della provincia di Vibo Valentia. Dalle origini assai antiche, il suo territorio conserva cospicue tracce di stanziamenti preistorici, ma anche testimonianze di frequentazione greca e romana.Nel corso del tempo subì l'occupazione di Arabi, Normanni e Aragonesi. Fiorente centro marinaro, intrattenne rapporti commerciali con tutti i paesi del Mediterraneo. Oggi esclusivo centro balneare, dotato tra l'altro di un efficiente porto turistico e peschereccio, Tropea possiede uno dei centri storici piu' belli e meglio conservati della regione. Nella cittadina, considerata la vera capitale del Capo Vaticano, si possono ammirare la cattedrale normanna, risalente all'XI secolo, e le chiese di S. Francesco d'Assisi e di Santa Maria della Neve, oltre a quella, assai suggestiva, di Santa Maria dell'Isola, che sorge ai piedi della citta', su una piccola lingua di terra protesa verso il mare. Dai belvedere del terrazzo su cui sorge il nucleo urbano piu' antico, si possono ammirare un'acqua limpida e straordinariamente azzurra, che si infrange su splendide scogliere frastagliate da spiagge bianche, e meravigliose insenature. Nel corso e nei vicoli della cittadina si possono assaporare o acquistare prodotti tipici nei numerosi negozi pronti ad accogliervi. Le attrazioni estive sono numerose pronte a soddisfare ogni turista.

Prodotti Tipici

La rossa di Tropea

tropea holidayFamosa in tutto il mondo, la cipolla di Tropea ha contribuito allo sviluppo turistico del luogo. Portata dai Fenici e coltivata tradizionalmente per duemila anni, questa cipolla ha caratteristiche uniche che la rendono dolce e gustosa. Tala dolcezza è dovuta soprattutto al microclima stabile nel periodo invernale e dal terreno fresco e limoso. Le trecce di cipolla, pazientemente lavorate dalle donne del posto, vengono esposte ovunque durante il periodo estivo per essere vendute ai turisti, non mancano di certo i prodotti derivati come le squisite marmellate che acompagnano divinamente i formaggi del Poro.

La ‘nduja

tropea holidayLa ‘nduja è uno dei più famosi, se non il più famoso, tra i prodotti alimentari tipici calabresi. La nduja (attenzione: nduja, non nduia!) è un salame morbido, spalmabile, piccantissimo.
La sua Patria è Spilinga, comune d'elezione, ma l'area di produzione è estesa a molti comuni del vibonese. Il nome nduja deriva dal francese "andouille", che vuol dire "salsiccia. La nduja è fatta con carne di maiale, un po' di grasso, e molto peperoncino piccante. Ed è proprio per l'abbondante peperoncino che la nduja è molto piccante, ha un colore tendente al rosso - neanche a dirlo - dovuto alla presenza del tropea holidaypeperoncino, e una consistenza che neanche dopo la stagionatura diventa dura. È quasi superfluo sottolineare come la nduja, grazie al gusto squisito e al piccante dovuto a tanto peperoncino, viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si può anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la nduja ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio.

Il tartufo di Pizzo

tropea holidayOpera dei gelatai di Pizzo l'invenzione del gelato chiamato “Tartufo”. Il Tartufo di Pizzo però, non ha niente a che fare con i Tartufi industriali che si servono normalmente nei bar o nei ristoranti. Il Tartufo di Pizzo, dalla forma tondeggiante con il suo “cuore” irresistibile, è prodotto artigianalmente contropea holiday molta cura. L’ingrediente base è il gelato alla nocciola, che viene modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera. Quindi si scava un piccolo foro all’interno e lo si riempie con cioccolato amaro fuso. Il tutto viene racchiuso in un’eguale quantità di gelato alla nocciola, e per ultimo rotolato nella polvere di cacao mista a zucchero.

Pecorino del Poro

tropea holidayL’alto pregio del pecorino del Poro, la peculiarità del sapore e della prelibatezza degli aromi, sono dovuti, in massima parte, ai pascoli, pascoli sani, rigogliosi, di qualità che si trovano in un contesto di agricoltura sana e fertile, preservata da qualsiasi fonte di inquinamento, qual’è quella dell’altipiano del Poro.
Il pregio dei pascoli si traduce in pregio del latte che viene lavorato sul posto da esperti allevatori che continuano a seguire i metodi tradizionali dei pastori del Poro che sono stati tramandatitropea holiday nel tempo da padre a figlio. Uno studioso locale, Francesco Arcella, così sintetizza in una pubblicazione dal titolo: “Joppolo, un angolo ricercato di turismo balneare e montano” , le tecniche ed i processi di lavorazione:
la produzione del pecorino comprende una serie di operazioni che prevedono, dopo la mungitura del latte, la cagliata, la rottura della cagliata, la salatura, la stagionatura.